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La Principessa di Hannover in visita al Campo Roya

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Principessa di Hannover- Amade- Campo profughi Ven...
Mercoledì 18 aprile 2018, (ft.©Gaetan Luci/Palais Princier)

S.A.R. la Principessa di Hannover, Presidente dell’Associazione Mondiale degli amici dell’Infanzia (AMADE) accompagnata da Beatrice Casiraghi e dai membri del consiglio di amministrazione dell’AMADE, si è recata al Campo di accoglienza per migranti Roya, a Ventimiglia, dove ha incontrato alcuni migranti bambini e ragazzi minori, non accompagnati (MNA) e le famiglie che sono sostenute dall’associazione.

La Principessa ha visitato lo spazio madri-figli all’interno del campo di Ventimiglia aperto ad inizio anno grazie all’AMADE, in collaborazione con la Croce Rossa Monegasca.

Salvate il Cuore delle Donne

Salvate il Cuore delle Donne
Mercoledì 4 aprile 2018, (ft.©D.R.)

La presidente dell’associazione Femmes Leaders MonacoChantal Ravera, organizza per il secondo anno la serata Salvate il cuore delle Donne. Le malattie cardiovascolari nelle donne, sono la prima causa di mortalità
nel mondo.

Gli uomini e le donne non sono uguali di fronte a queste malattie. L’obiettivo de l’Associazione Femme Leaders Mondiale Monaco, è di sensibilizzare l’opinione pubblica affinché si prendano le giuste precauzioni nel settore sanitario per questa diseguaglianza nelle terapie. Le donne oggi sono più esposte a causa del loro modo di vivere. Ogni anno nel mondo muoiono 9 milioni di donne a causa delle malattie cardiovascolari; negli ultimi 15 anni gli infarti nelle donne con meno di 50 anni sono triplicati a causa delle cattive abitudini di vita: tabacco associato a pillola, alcool, stress, sovrappeso, colesterolo, diabete, ipertensione

Questo incremento ha portato alla creazione negli USA nel 2005 del movimento GO RED FOR WOMEN.
Lo scorso anno il movimento ha chiesto all’associazione monegasca Femmes Leaders di diffondere l’attività del movimento, ed è stato organizzato il primo evento legato al "cuore delle Donne".

Per il 2018 saranno distribuiti 50 mila libretti che spiegano la prevenzione delle malattie cardiovascolari e serata di gala allo YCM giovedì 5 aprile, sotto l’Alto Patrocinio di SAS il Principe Albert II e alla presenza di SAS la Principessa Stephanie. Durante la serata si svolgerà una vendita all’asta i cui benefici saranno devoluti alla CHPG e al CCM per curare le donne colpite da malattie cardiache e che non possono curarsi.

Senza imparare la lingua si è sempre stranieri, di Cristina Veronese

Senza imparare la lingua si è sempre stranieri, di...
Domenica 18 marzo 2018, (ft.©D.R.)

Ho ascoltato l’intervento di quattro volontari che operano nei centri di accoglienza e mi sono vergognata della mia fortuna; poi ho pensato di avere un'arma: la scrittura per diffondere le notizie e per far riflettere.... Ho deciso quindi di scrivere delle donne di cui si è discusso durante la conferenza organizzata dallo Zonta Club di Monaco, presieduto da Loredana Scifoni, svoltasi presso l’esclusivo circolo l'Automobile Club di Monaco.

Tre operatrici: Yaeline Cartier, Silvia Fontana, Renate della Croce Rossa Monegasca ed un operatore Maurizio Marmo hanno raccontato, tra specchi argentati e tovaglie di lino, di donne immigrate e rifugiate che arrivano indigenti in Europa attraverso la Grecia e l’Italia. E questo contrasto lusso-indigenza vorrei sottolinearlo: per arrivare alla fine di questo post con una riflessione. I volontari che operano nei centri di accoglienza: quello dell’isola di Lesbo e al Campo Roya a Ventimiglia hanno raccontato storie e fornito dati sull’immigrazione femminile. Le donne rappresentano circa il 10% delle persone che raggiungono la frontiera franco-italiana e circa il 20% la Grecia. Quasi sempre con marito e figli. Attraverso loro le associazioni umanitarie cercano di diffondere la conoscenza dei codici e della cultura dei Paesi ai quali chiedono asilo. La comunicazione è resa possibile da altre donne, spesso ex rifugiate, che traducono e che cercano di insegnare loro l’inglese o il francese, perché senza imparare la lingua si è sempre stranieri.

Ancora una volta il potere della parola attraverso la quale giungere alla comprensione, per far capire alle donne i ruoli che sono loro negati: quello sociale, economico e politico. E poi l’assistenza medica e quella giuridica che nei centri vengono offerte dai volontari assieme a nozioni d’igiene, di contraccezione e di rispetto del proprio corpo. Le donne e i bambini sono i più fragili e spesso vittime di abusi prima, durante e dopo il viaggio che, assurdo, intraprendono per fuggire dalla violenza. Ma le storie raccontate con la luce negli occhi dei conferenzieri sono soprattutto storie di riscatto. Donne che si sono integrate, donne che trasmettono i valori di rispetto e tolleranza ai loro figli, donne che sono diventate loro stesse volontarie nei centri di accoglienza, donne che continuano a lottare, nonostante tutto l’egoismo e l’intolleranza che spesso le circonda.

La nostra società è quella della confusione, delle contraddizioni: ci si scandalizza e si scrivono pagine di teorie femministe per una frase mal posta e nemmeno una riga per le 10 000 ragazze nigeriane arrivate in Italia nel 2016 per un motivo ben preciso: la prostituzione.

Domanda: chi sono i clienti, chi sono dunque i responsabili della loro tratta?

Durante la conferenza non sono stati omessi i problemi delle città d’accoglienza, spesso allo stremo nei periodi di maggior affluenza degli immigrati in corrispondenza del numero degli sbarchi e degli accordi tra Libia, Turchia e i paesi europei. È stato specificato che i centri di accoglienza dovrebbero essere luoghi di passaggio; che ogni storia è differente. Finita la conferenza, mentre arrivavano i camerieri con i loro vassoi coperti di tartine e Champagne; ho ancora pensato alle nostre contraddizioni, al fatto che sarei potuta nascere in Congo, o in Siria o… Ok: sono qui, sono fortunata e non devo sentirmi in colpa, come facevo un tempo, posso essere utile anch’io, no? Come? Scrivendo e raccontando di donne che non hanno voce, proprio come hanno fatto i volontari durante la serata. Occorre comprendere per poter aiutare.

Concludo con una citazione della sociologa Charlotte Perkins Gilman perché mi sembra la frase perfetta per quest’ultima riflessione: “Essere circondati da cose belle ha molta influenza sulle creature umane; fare cose belle ne ha di più”.